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vadocontrocorrente
3 aprile 2008
Calore e religione
Ieri sera sono stato al ristorante con amici e, tra una cozza ed uno scampo, si è parlato anche di religione. “ Sai, Roberto, mi ha detto una mia amica, in fondo io credo perché ho paura di morire, e la religione mi dà conforto”. Io ho sempre pensato che, oltre a essere dei codici di comportamento e delle regole di vita, la religione sia una grossa assicurazione sul nostro futuro. La morte è una passaggio che scatena paure ancestrali e non c’è niente di meglio di chi ti dice che non muori mai.
Se prendiamo in considerazione le varie religioni, tutte assicurano una vita futura, chi in un modo, chi in un altro. Ma, provate ad immaginare una vita eterna a cantare le lodi del Signore con vicino Berlusconi, Apicella o magari Mastella, già mi hanno rovinato tante serate, non riesco proprio a pensare una cosa del genere. E poi io sono stonato, cosa devo fare, cantare in playback. Vuoi mettere una bella fiammata, un po’ di calore, polvere sei , polvere ritornerai, e un bel ritorno al pool biologico in compagnia dei pesci. A rivederci mare, culla della vita.

P.S. Avete mai considerato che gli uomini che hanno concepito le grandi religioni monoteistiche, sono vissuti tutti nell’arido, torrido, pietroso Medio Oriente, dove il sole picchia a 40° all’ombra. Mai che ci sia stato qualcuno che, avesse queste rivelazioni, passeggiando sulle dolci colline toscane o in un frizzante paesaggio alpino. Evidentemente le parole di Dio hanno bisogno di molto caldo per arrivare sulla terra. Onde elettromagnetiche o intensa radiazione solare?
SCIENZA
10 marzo 2008
Forse non siamo soli

Nel gelido spazio cosmico il telescopio Hubble ha rivolto il suo occhio verso la lontana costellazione del Centauro e la giovane stella HR4796A, circondata da una nube di materiale stellare.
Analizzando lo spettro elettromagnetico della nube è emersa una marcata intensità nel rosso, che è stato messa in rapporto con la presenza toline, molecole organiche primitive. Queste molecole, che sono presenti in altri corpi del nostro sistema planetario, non potrebbero sopravvivere oggi in una atmosfera ricca di ossigeno, ma potrebbero essere arrivate su una terra primordiale con una atmosfera completamente diversa, ed essere state la base da cui si sono organizzate molecole più complesse, e dato origine alla vita. La presenza di toline in altri sistemi potrebbe essere comune e alla base di altre forme di vita. Mi piace pensare che un inizio di vita possa essere arrivato dallo spazio, ciò potrebbe conciliare evoluzione e creazione, anche se non nel senso tradizionale tramandato dai testi sacri. L’idea di non essere soli nell’universo, di poter abbattere quella sciocca presunzione di unicità dell’uomo, mi affascina e intriga la mia ragione e la mia fantasia. Voglio immaginare un Dio come un insieme matematico, che si estrinseca con leggi gravitazionali ed equazioni differenziali. La poesia del puro spirito matematico, un alito di razionalità che cancella tanti fumosi miti.

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permalink | inviato da vadocontrocorrente il 10/3/2008 alle 19:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
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