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SOCIETA'
10 aprile 2008
La crisi di una civiltà


Nel Medioevo una guerra portava devastazioni, lutti e carestie, oggi la globalizzazione ha iniziato a stringere in una morsa la disponibilità di cibo nel mondo. Quattro degli otto maggiori produttori di grano del mondo ( Russia, Kazakistan, Ucraina, Argentina ) hanno imposto dazi e tariffe alle loro esportazioni, riducendone di un terzo la disponibilità a livello mondiale. Vietnam, India ed Egitto, tre dei maggiori produttori mondiali di riso, hanno fatto la stessa operazione. Nel breve volgere di quattro anni il prezzo del frumento è triplicato alla Borsa delle merci, e, nonostante la previsione di un buon raccolto del 2008, la Banca Mondiale e la FAO si aspettano una crisi nel prossimo anno con un aumento progressivo del prezzo. Alla base del rincaro c’è l’aumento del petrolio, da cui derivano i fertilizzanti, il gasolio per le macchine agricole ed i trasporti; la riduzione della disponibilità di grano, legata alla trasformazione delle colture in granturco per produrre bioetanolo; la speculazione finanziaria sulle materie prime; l’aumento della domanda da parte dei Paesi emergenti e l’aumento progressivo della popolazione mondiale.
Nel mercato globale la domanda cresce più in fretta dell’offerta, il mondo consuma più frumento di quanto ne produca, le scorte si riducono progressivamente: oggi ne abbiamo solo per due mesi.
Credo che occorra prendere atto di una semplice realtà: la natura non è in grado di offrire indefinitamente all’uomo risorse sufficienti a sostenere l’aumento della popolazione. Una delle cause di crisi e caduta di una civiltà è stato lo squilibrio tra risorse e popolazione. E tra le risorse più importanti occorre mettere l’acqua, ma ogni anno la disponibilità è continuamente diminuita e oggi ne abbiamo circa il 40% in meno di cinquant’anni fa.
Ridurre la quantità di cibo e risparmiare acqua possono aiutare a ritardare la crisi.

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SCIENZA
3 aprile 2008
Luci ed ombre della 194


Da medico e ricercatore non posso che avere una mentalità scientifica, sono laico, voto a sinistra, sono contrario all’aborto ma favorevole alla legge 194. Sembrerebbe una contraddizione, ma non lo è. Il problema dell’aborto tocca un terreno di nessuno, dove non si sa se quel gruppetto di cellule sia vita o solo un progetto di vita, dove a seconda della fede e della religione ci possa essere un soffio vitale ed un’anima o solo una energica moltiplicazione cellulare: un momento di difficile interpretazione, dove si scontrano ideologie ed interpretazioni. Proprio per questo credo che la legge non debba toccare problemi di fede, ma solo assicurare a chi ne ha bisogno un supporto medico civile ed imparziale. Invece, soprattutto in questi ultimi tempi, si assiste ad una campagna violenta ed incivile contro le donne che decidono di interrompere una gravidanza. Quali ne siano le cause alla base della decisione, sono questioni prettamente personali, dove solo la donna ne conosce le intime ragioni, ne paga le conseguenze sulla sua pelle, ne porterà il ricordo per tutta la vita. Ciò che sconcerta, è che la maggior parte degli interlocutori è di sesso maschile, che, a meno di sorprese biologiche, non dovrebbe avere grande dimestichezza con questo aspetto della vita, eccetto che per quella spruzzatina di spermatozoi responsabile del misfatto. Non parliamo poi della vociante congrega religiosa, che, volontariamente messo da parte il sesso in giovane età, poi ne parla con cognizione di causa in ogni momento e luogo. Le donne, soprattutto in quel frangente, meritano ben altro rispetto e considerazione. Vorrei anche sottolineare che personalmente sono contrario al fatto che non si possa interrompere una gravidanza in una clinica privata, che può essere convenzionata con il SSN, oltre che in una struttura pubblica, per una più rapida soluzione e con maggiore privacy. Non dimentichiamoci delle infermiere che gridano nei corridoi degli ospedali “Venga avanti la donna che deve abortire!” o della crudeltà di ricoverarla nella stessa stanza dove una madre ha appena partorito con neonato, parenti, amici e regali vari. Un altro aspetto della legge che va stigmatizzato è la presenza di strutture cattoliche, i CAV, che cercano di convincere l’infelice a cambiare idea. Sarebbe meglio se ci fossero strutture laiche governative che potessero offrire in caso di necessità, lavoro, assistenza e aiuto concreto.
Questo succede nei paesi civili, non nella cattolicissima Italia.
3 aprile 2008
Calore e religione
Ieri sera sono stato al ristorante con amici e, tra una cozza ed uno scampo, si è parlato anche di religione. “ Sai, Roberto, mi ha detto una mia amica, in fondo io credo perché ho paura di morire, e la religione mi dà conforto”. Io ho sempre pensato che, oltre a essere dei codici di comportamento e delle regole di vita, la religione sia una grossa assicurazione sul nostro futuro. La morte è una passaggio che scatena paure ancestrali e non c’è niente di meglio di chi ti dice che non muori mai.
Se prendiamo in considerazione le varie religioni, tutte assicurano una vita futura, chi in un modo, chi in un altro. Ma, provate ad immaginare una vita eterna a cantare le lodi del Signore con vicino Berlusconi, Apicella o magari Mastella, già mi hanno rovinato tante serate, non riesco proprio a pensare una cosa del genere. E poi io sono stonato, cosa devo fare, cantare in playback. Vuoi mettere una bella fiammata, un po’ di calore, polvere sei , polvere ritornerai, e un bel ritorno al pool biologico in compagnia dei pesci. A rivederci mare, culla della vita.

P.S. Avete mai considerato che gli uomini che hanno concepito le grandi religioni monoteistiche, sono vissuti tutti nell’arido, torrido, pietroso Medio Oriente, dove il sole picchia a 40° all’ombra. Mai che ci sia stato qualcuno che, avesse queste rivelazioni, passeggiando sulle dolci colline toscane o in un frizzante paesaggio alpino. Evidentemente le parole di Dio hanno bisogno di molto caldo per arrivare sulla terra. Onde elettromagnetiche o intensa radiazione solare?
SOCIETA'
23 marzo 2008
Il giudice quantistico

L’homo sapiens ha sempre attribuito ad un evento naturale una causa di cui l’evento era l’effetto:ciò è stato per centinaia di anni alla base delle nostre esperienze e ci ha permesso di guardare al mondo ed al succedersi dei fatti con sicurezza e tranquillità.
 Il colpo mortale all’ordinata percezione del nostro universo ed alla sua descrizione è stato portato dalla meccanica quantistica: quando osserviamo il mondo dell’infinitamente piccolo (atomi, elettroni, quanti ) dobbiamo rinunciare all’abituale e rassicurante rapporto tra causa ed effetto.
Nel mondo che ci circonda siamo abituati a descrivere un oggetto in base alla sua posizione ed alla sua velocità: se debbo calciare una palla devo calcolare momento per momento questi due parametri.
Ma non sempre è così: nel mondo degli atomi la meccanica quantistica mi dice che devo scegliere o  la posizione o la velocità, tutte e due insieme non possono essere determinate ed il comportamento di una particella diventa imprevedibile: cade quindi quel nesso di causalità che era alla base della fisica classica.
Nasce così il principio di indeterminazione e con esso la separazione tra chi osserva l’evento e l’accadimento dell’evento.
Nonostante quello che si dice sull’arretratezza e sulla lentezza della nostra giustizia, debbo con piacere costatare che anche in questo campo abbiamo personalità all’avanguardia, che si muovono alla velocità della luce ed imprimono una accelerazione al pensiero giuridico.
Ho notato una certa analogia tra il mondo delle particelle e quello dei giudici della procura di Bari: anche qui non ho trovato un nesso di causalità tra impianto accusatorio ed analisi scientifica dei fatti accertati con le indagini; anche qui vige il principio di indeterminazione, le indagini possono andare da una parte o dall’altra; anche qui esiste uno scollamento tra ipotesi di lavoro ed eventi osservati; anche qui la particella infinitesimale (il Pappalardi) può avere commesso il fatto oppure no.
L’importante è avere l’indagine, quanto più mediatica, con una attrazione gravitazionale degna di un buco nero astrofisico.
Abbiamo trovato l’Heisenberg dei giudici.
POLITICA
14 marzo 2008
Habemus premier


La corazzata vaticana ha deciso di speronare la politica italiana, nella specie il Pd e il PdL, offrendo una zattera di salvataggio al figliol prodigo Pierferdinando Casini. L’arcivescovo dell’Aquila raccomanda di non votare “ quelli che parlano molto della famiglia ma personalmente hanno una storia familiare non raccomandabile” (sic!). La pesante ingerenza sulle questioni eticamente sensibili ( difesa della vita dal concepimento alla morte, tutela della famiglia, testamento biologico, diagnosi preimpianto degli embrioni, leggi sulle coppie di fatto ) continua in modo incessante e sempre più perentorio. Si dice chiaramente da parte di personaggi di primo piano di chi fidarsi, quale partito votare. Si fanno nomi e cognomi, si indica il partito di riferimento del cattolico tutto casa ( quale? ) e chiesa. Mi raccomando, fratello, ricordati che, quando sei nel seggio elettorale, Dio ti vede: mi sembra di essere ritornato alla campagna del 1948 con tutto l’apparato clericale schierato in campo a difesa dei valori.
Saranno forse quelli dello IOR, dei Calvi, dei Sindona, dei rapporti mafiosi, dei Marcinkus ( “ non si governa la Chiesa con una Ave Maria”), dei preti pedofili, del clero cileno e argentino schierato a fianco di torturatori e dittatori, del clero spagnolo amico di Francisco Franco.
Saranno i valori dell’impero immobiliare e del sacco edilizio e speculativo di Roma ( a proposito quando pagheranno l’ICI ? ) con la faccia tosta di rinfacciare a Veltroni il degrado della periferia.
Saranno i valori del capo della banda della Magliana, tumulato di nascosto in una chiesa per VIP.
Sarà che non riesco più a sopportare questo confondere sacro e profano, questo mettere le mani, non troppo pulite, in un piatto che non è il loro, queste facce che predicano bene e razzolano male.
Hanno incominciato a barare con la Donazione di Costantino e non si sono più fermati.
Gentili signori ricordatevi di Porta Pia.
Non vedo, salvo rarissime eccezioni, un politico che abbia coraggio di dire: questo è lo Stato italiano, queste sono elezioni politiche italiane, gentilmente fatevi gli affari vostri ( che sono quelli spirituali, qualche volta ) e smettetela di impicciarvi in problemi che competono alla politica laica.
Non vedo, purtroppo, nessun Zapatero all’orizzonte.
Amen
 

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SCIENZA
10 marzo 2008
Forse non siamo soli

Nel gelido spazio cosmico il telescopio Hubble ha rivolto il suo occhio verso la lontana costellazione del Centauro e la giovane stella HR4796A, circondata da una nube di materiale stellare.
Analizzando lo spettro elettromagnetico della nube è emersa una marcata intensità nel rosso, che è stato messa in rapporto con la presenza toline, molecole organiche primitive. Queste molecole, che sono presenti in altri corpi del nostro sistema planetario, non potrebbero sopravvivere oggi in una atmosfera ricca di ossigeno, ma potrebbero essere arrivate su una terra primordiale con una atmosfera completamente diversa, ed essere state la base da cui si sono organizzate molecole più complesse, e dato origine alla vita. La presenza di toline in altri sistemi potrebbe essere comune e alla base di altre forme di vita. Mi piace pensare che un inizio di vita possa essere arrivato dallo spazio, ciò potrebbe conciliare evoluzione e creazione, anche se non nel senso tradizionale tramandato dai testi sacri. L’idea di non essere soli nell’universo, di poter abbattere quella sciocca presunzione di unicità dell’uomo, mi affascina e intriga la mia ragione e la mia fantasia. Voglio immaginare un Dio come un insieme matematico, che si estrinseca con leggi gravitazionali ed equazioni differenziali. La poesia del puro spirito matematico, un alito di razionalità che cancella tanti fumosi miti.

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SOCIETA'
10 marzo 2008
La grande madre
                                  
Alcuni diritti delle donne stabilmente acquisiti sono oggi violentemente contestati e hanno riportato indietro di anni la libertà di decidere. Ci sono pesanti ingerenze dell'uomo contro l'autodeterminazione delle donne. A pochi giorni dall'8 marzo è morta a Roma Tina Lagostena Bassi, grande avvocato e grande difensore delle donne sia in Tribunale che nella società civile. Ha difeso la donna nella famiglia, nel lavoro, dallo sfruttamento e dalle violenze, per ridare loro quella dignità e quel posto che avevano nella società primitiva. Mi si contesta spesso di incominciare sempre dall'uovo, ma credo che la storia dell'uomo debba essere letta dall'inizio, quando vi erano meno condizionamenti. Quando il genere umano si è evoluto e si è strutturato in piccole tribù, solo la specializzazione ha consentito la sopravvivenza ed il progresso. Il maschio è diventato cacciatore-raccoglitore ( più muscoli e più forza ) e la femmina si è invece occupata della raccolta e della preparazione del cibo, della cura dei figli, delle strutture sociali, della organizzazione del villaggio.Proprio per queste differenti specializzazioni il linguaggio della donna è più dedicato alle relazioni interpersonali e più elaborato per seguire meglio lo sviluppo del bambino. Mentre gli uomini progredivano in quello che era il loro unico compito, le donne diventano sempre più brave nell'affrontare i molteplici problemi nello stesso tempo. Questa differenza c'è ancora oggi. Nell'evoluzione non ci si è mai posto il problema se un sesso dominasse l'altro: erano entrambi necessari e complementari per la sopravvivenza. C'era un equilibrio tra i due sessi, erano diversi, ma uguali. La religione, a quel tempo, centro della società umana, era coniugata al femminile, la Grande Madre, che governava il ciclo delle stagioni, la fertilità della terra e del bestiame, il ciclo femminile, il moto della luna e delle maree. In un mondo, scarsamente popolato, il maschio era necessario ma non indispensabile come la femmina depositaria del mistero della maternità. Questo equilibrio si è rotto quando la popolazione è cresciuta, e la tribù si è spostata dal villaggio alla città, la benigna Dea Madre si è trasformata in un autoritario Dio Padre, maschio e vendicativo, i cui spietati sacerdoti, di sesso maschile, nei secoli hanno assicurato il potere ed un alto status sociale a se stessi e agli uomini in generale a spese delle donne. Oggi possiamo tornare "primitivi" e ritrovare la sintonia con la natura e le donne, uscire dalla nebbia in cui hanno avvolto le nostre menti per secoli, ritrovare una spiritualità non conforme a quella ufficiale.

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27 febbraio 2008
Fede e campagna elettorale

Sono ateo: rispetto la religione cattolica ed i suoi praticanti, non i suoi vertici che si comportano come capi di uno Stato straniero, che si sta pesantemente ingerendo nella campagna elettorale di un altro Stato Sovrano. Usare la religione per fare politica è quanto di più meschino e basso io possa immaginare: violentare le anime di fedeli condizionati dalla fede, è squallido. Non so se c'è Dio, ma in questo momento, immagino, che non approvi il comportamento del Suo amministratore delegato e dei suoi consiglieri di amministrazione. Queste persone che parlano a nome suo e che si sono autodefinite infallibili e depositari di verità assolute, in questo momento hanno finalmente deposto la maschera religiosa e dimostrano come il vero scopo sia il potere temporale mediato dalla sudditanza fideistica.
SOCIETA'
26 febbraio 2008
Il peso delle parole

Non siamo più abituati al silenzio, il silenzio del pensiero errante, della meditazione solitaria, del rinchiudersi in se stessi e guardare in profondità. Quello che impera oggi è il rumore, il frastuono, la musica a tutto volume, la parola urlata, il litigio televisivo, la politica cafona ed aggressiva. Tutto è sopra le righe e l'uomo risponde non ascoltando. Si parla di incomunicabilità: non è altro che il non ascolto.
E' un colloquio tra sordi mentali; comunicare significa disponibilità all'ascolto e ad essere ascoltati. La comunicazione è la capicità di modificare il nostro pensiero, essendo aperti, recettivi ed umili.
Mi è capitato di assistere ad un programma televisivo intelligente, per concentrarmi non ho guardato lo schermo ed ho chiuso gli occhi. Se discuto con un amico per ascoltare meglio le sue parole, senza distrarmi, preferisco non guardarlo negli occhi.
Le parole pesano e pesano soprattutto quelle dette con il cuore.
Alcune sono lievi come sassolini, altre sono dei macigni. Non sempre ricordiamo questo e le parole volano via apparentemente leggere, ma non sempre sappiamo valutarne il peso. Le parole incidono la nostra anima e lasciano segni duraturi. Le parole restano per sempre.
Roberto
SCIENZA
18 febbraio 2008
Il tumore mammella maschile
Il tumore alla mammella, ed è cosi che deve essere definito, perchè il seno o insenatura è lo spazio tra le due mammelle, viene considerato un tumore che colpisce solo il genere femminile, ma non è vero. Nella mia vita ospedaliera di chirurgo oncologo presso l'Istituto Nazione dei Tumori di Milano ho avuto la possibilità di raccogliere una vasta casistica di tumori della mammella maschile. Colpisce l'uomo con una bassa frequenza, circa 1 caso ogni 100 femminili ed è caratterizzato da una alta frequenza di familiarità. Avevo infatti notato che in molti casi nelle famiglie in cui si era ammalato un uomo erano frequenti casi di tumore mammario nella linea femminile.La diagnosi, l'istologia, le caratteristiche biologiche, la terapia chirurgica e quella complementare sono perfettamente sovrapponibili a quello femminile, così come la prognosi a distanza. In definitiva una perfetta fotocopia di quello femminile, con l'unica aggravante che spesso nessuno pensa che l'uomo possa essere colpito da questa neoplasia e quindi si tende a sottovalutare l'insorgenza di un nodulo della mammella maschileconfondendolo spesso con una ginecomastia.
Roberto Saccozzi

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SCIENZA
18 febbraio 2008
Scienza e religione
                                                                       
Stiamo vivendo un momento storico particolare in cui l'evoluzione della scienza è sottoposta ad una valutazione dogmatica, che dà una pagella di conformità secondo regole stabilite a priori da una istituzione di cui si può dire tutto, tranne che segua una metodologia galileiana. L'istituzione dice che è aperta alla scienza, ma alla sua scienza; che è pronta al dialogo ed al confronto, a patto che si accetti che solo lei è depositaria della verità assoluta.
Ora, il metodo scientifico è quello della sperimentazione, della prova, del confronto delle ipotesi di lavoro; è basato sul dubbio, mai sulla certezza. Come è possibile conciliare il dubbio con la verità assoluta?
Lo scienziato è l'uomo del dubbio, il metodo discende dalla sperimentazione.
Le religioni non hanno mai amato la scienza, perchè fa pensare, e quando un uomo pensa, si pone delle domande, viene preso dai dubbi e diventa pericoloso per le istituzioni. Ora, se in agricoltura abbiamo gli OGM (organismi geneticamente modificati), oggi, abbiamo scoperto che nella scienza abbiamo gli ORM (organismi religiosamenti modificati) che sarebbero gli scienziati ad imprinting cattolico.
In Inghilterra è stato messo a punto un nuovo metodo di fecondazione assistita per le donne portatrici di gravi patologie trasmesse attraverso il DNA mitocondriale, che proviene solo dalla madre. I ricercatori hanno estratto dall'embrione i nucleo composto di materiale genetico paterno e materno e lo hanno trasferito nell'ovulo di una donatrice, il cui nucleo era stato rimosso, ad eccezione dei geni che controllano lo sviluppo del mitocondrio. Gli embrioni si sono sviluppati normali e sani. Apriti cielo, anatemi ed appelli concitati all'etica. Ma la scienza ha una sua etica che è al servizio del bene dell'uomo.
Sembra, dalle critiche degli scienziati cattolici, che in fondo a loro dispiaccia se nascondono bambini sani, forse, secondo la loro impostazione, sarebbe meglio che nascessero un pò malati, in modo che i genitori soffrendo in questa vita, acquisiscano meriti per il secondo tempo della partita. E questa sarebbe la religione di un Dio che ci ama.
Roberto

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18 febbraio 2008
Sacra Inquisizione?
                                                                      
Aggiungo la mia voce a quella di tante persone indignate per la triste vicenda di Napoli.
Come medico, sono colpito per l'inqualificabile atteggiamento della polizia e per la scarsa resistenza dei medici, che non si sono opposti con decisione all'invasione di una corsia opsedaliera. Sono disgustato per lo spiegamento di forze come se si fosse trattato di catturare un pericoloso camorrista, per l'atteggiamento a dir poco sconcertante di un magistrato che non suscita certo ammirazione, per la campagna per la vita di un personaggio empaticamente disgustoso, che ha portato nella vita italiana metodi da scuola staliniana in cui è cresciuto. Questo, purtroppo, dato il clima di caccia alle streghe che si è instaurato in Italia, non sarà l'ultimo episodio di intolleranza, di prevaricazione e di rozza ed ottusa violazione di una legge dello Stato italiano. La debolezza, la frammentazione, la pavidità della classe politica italiana, in cui si annidano atei devoti e baciapile genuflessi, ha permesso allo Stato del Vaticano, Stato sovrano, straniero e immemore che vi è stata una Porta Pia, di dettare regole di comportamento vincolanti e non negoziabili. In una intervista un cardinale straniero, trincerandosi dietro la non conoscenza delle leggi italiane, ha detto che la Chiesa combatte il peccato e non i peccatori. Forse, rimpiangeva la Sacra Inquisizione e qualche bel rogo. A questa ingerenza in argomenti delicati e che investono la vita di tante persone come i patti civili di convivenza, la fecondazione assistita, il testamento biologico e l'aborto, non vedo una chiara e ferma presa di posizione dei partiti laici. Questi problemi sono di unica pertinenza del Parlamento Italiano che dovrebbe trovare il tempo ed il coraggio di affrontarli con serenità ed obiettività nell'interesse di quel popolo sovrano che lo elegge.
Roberto

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SOCIETA'
18 febbraio 2008
Selezione dei sessi
                                                                         
In India sta furoreggiando un kit per la determinazione del sesso dei nascituri, messo a punto da una industria farmaceutica degli Stati Uniti. Consiste in una pillola che viene assunta dalla gestante, il cui sangue prelevato dopo alcuni giorni, viene inviato per posta negli Stati Uniti, con risposta entro 48 ore. Il risultato di questa indagine è l'aborto dei feti di sesso femminile per evitare la nascita di femmine, gravose dal punto di vista economico per l'economia della famiglia. Il costo del kit è di circa 300 euro, cifra molto alta per la maggior parte delle famiglie indiane, il cui reddito medio mensile è di 200 euro. Vi sono delle cliniche ginecologiche, i cui medici comprano via internet il necessario e lo rivendono alle pazienti. In 10 anni si calcola che in India siano state eliminate con vari metodi più di dieci milioni di femmine.

Roberto
SOCIETA'
18 febbraio 2008
Bonobo e guerra fredda


In questi ultimi anni stiamo assistendo ad una ripresa del clima di tensione fra Stati Uniti e Russia. Bush vuole mettere in atto uno scudo spaziale antimissile, Putin ribatte con il blocco della proliferazione delle armi convenzionali: stiamo ritornando in un clima di guerra fredda con la Russia, proprietaria di gran parte delle fonti di energia e decisa a riprendersi il suo ruolo d grande potenza. Leggendo queste notizie e osservando la litigiosità del genere umano, mi è venuto da pensare al mondo dei bonobo. Se ne è parlato diffusamente di questa tribù di piccoli scimpanzè, che vivono nelle foreste umide del centro dell'Africa, a struttura matriarcale, in cui il comportamento sessuale è parte integrante delle relazioni fra gli individui. Il sesso è la chiave dell'intera vita sociale dei bonobo, è una strategia per evitare conflitti quando si entra in competizione, il sesso viene usato per sciogliere le tensioni e distrarre l'attenzione. E' una società che condivide con la nostra specie una separazione tra riproduzione e sessualità, in quanto le femmine mettono al mondo un piccolo solo ogni sei anni. Mentre ripensavo a questo primate, sono stato folgorato dall'idea di Bush e Putin che al termine di un'accesa discussione ed in un momento di grave tensione, si spogliavano nudi, si mettevano dorso contro dorso, come i maschi dei bonobo e si strofinavano ripetutamente i genitali.
Meglio di una di una guerra nucleare.

Roberto

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SOCIETA'
17 febbraio 2008
Eva e l'omofilia

La terra ha 4,5 miliardi di anni, i dinosauri sono comparsi 250 milioni di anni fa, i primati 60 milioni, l’homo sapiens 150 mila anni fa, la Chiesa Cattolica 2.000 anni fa. In termini evoluzionistici è veramente un piccolissimo tempo, ma nonostante ciò, vi è una gerarchia di soli maschi anziani, senza figli, per quanto se ne sa, poco esperti di cose del sesso e della riproduzione che si arroga il diritto di decidere sulla vita degli altri in base ad un codice che viene definito assoluto e non negoziabile. A questa Chiesa del dire si contrappone una Chiesa del fare, depositaria molto più dell’altra di un codice di amore, di tolleranza e di solidarietà. In Italia la maggioranza della popolazione è stata battezzata, quella praticante non supera il 25%, nonostante ciò vi è una struttura ecclesiale che cerca di imporre le sue regole a tutti. Questa struttura maschile, sessuofobica, non ha mai perdonato ad Eva il peccato originale, base su cui è stato costruito il castello religioso e vuole di nuovo la sottomissione della donna. Questa non è solo una battaglia religiosa, ma una battaglia politica reazionaria. La donna non è proprietaria del suo corpo, non può decidere della sua vita sessuale: non può usare tecniche anticoncezionali (come faranno i cattolici ad avere così pochi figli?), non può, se desidera un figlio, usare la fecondazione assistita, non può abortire. Deve essere sottomessa al potere di alcuni maschi, che non molto tempo prima si sono dati la patente di infallibilità, inflessibilità, onnipotenza, nascondendo dietro l’avversione per il sesso femminile una latente omofilia.

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