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Fede e campagna elettorale


Sono ateo: rispetto la religione cattolica ed i suoi praticanti, non i suoi vertici che si comportano come capi di uno Stato straniero, che si sta pesantemente ingerendo nella campagna elettorale di un altro Stato Sovrano. Usare la religione per fare politica è quanto di più meschino e basso io possa immaginare: violentare le anime di fedeli condizionati dalla fede, è squallido. Non so se c'è Dio, ma in questo momento, immagino, che non approvi il comportamento del Suo amministratore delegato e dei suoi consiglieri di amministrazione. Queste persone che parlano a nome suo e che si sono autodefinite infallibili e depositari di verità assolute, in questo momento hanno finalmente deposto la maschera religiosa e dimostrano come il vero scopo sia il potere temporale mediato dalla sudditanza fideistica.

Pubblicato il 27/2/2008 alle 11.14 nella rubrica Diario.

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