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Forse non siamo soli


Nel gelido spazio cosmico il telescopio Hubble ha rivolto il suo occhio verso la lontana costellazione del Centauro e la giovane stella HR4796A, circondata da una nube di materiale stellare.
Analizzando lo spettro elettromagnetico della nube è emersa una marcata intensità nel rosso, che è stato messa in rapporto con la presenza toline, molecole organiche primitive. Queste molecole, che sono presenti in altri corpi del nostro sistema planetario, non potrebbero sopravvivere oggi in una atmosfera ricca di ossigeno, ma potrebbero essere arrivate su una terra primordiale con una atmosfera completamente diversa, ed essere state la base da cui si sono organizzate molecole più complesse, e dato origine alla vita. La presenza di toline in altri sistemi potrebbe essere comune e alla base di altre forme di vita. Mi piace pensare che un inizio di vita possa essere arrivato dallo spazio, ciò potrebbe conciliare evoluzione e creazione, anche se non nel senso tradizionale tramandato dai testi sacri. L’idea di non essere soli nell’universo, di poter abbattere quella sciocca presunzione di unicità dell’uomo, mi affascina e intriga la mia ragione e la mia fantasia. Voglio immaginare un Dio come un insieme matematico, che si estrinseca con leggi gravitazionali ed equazioni differenziali. La poesia del puro spirito matematico, un alito di razionalità che cancella tanti fumosi miti.

Pubblicato il 10/3/2008 alle 19.35 nella rubrica Diario.

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